🌊 Museo Diffuso del Mare · Percorso Naturalistico-Educativo sul Litorale Jonico Etneo di Riposto
Sauro · Trachurus trachurus (Linnaeus, 1758)
Famiglia Carangidae

| Caratteristica | Informazione |
|---|---|
| Nome italiano | Suro / Sugarello |
| Nome dialettale | Suruddu · Sauro |
| Nome scientifico | Trachurus trachurus |
| Famiglia | Carangidae |
| Habitat | Acque pelagiche costiere e del largo |
| Profondità | 0 – 500 m |
| Dimensioni tipiche | 20 – 40 cm · fino a 1,5 kg |
| Stagionalità | Tutto l'anno · picco primavera–autunno |
| Stato di conservazione | 🟢 Stabile — specie comune |
| Tecnica di pesca tradizionale | Reti a circuizione · cianciolo · palamiti · lampara |
Pesce azzurro snello e veloce, il suro attraversa il Mar Ionio in grandi banchi argentati che possono contare migliaia di individui. È riconoscibile per due tratti distintivi: la linea laterale arcuata — che si incurva nettamente subito dopo la testa — e i caratteristici scudetti, scaglie dure e appuntite che corrono lungo il fianco come una corazza naturale. Questi scudetti sono il segno che distingue tutti i Carangidi dagli altri pesci azzurri.
Il suo dorso è blu-verde metallico, il ventre argenteo. Nuota in banchi compatti vicino alla superficie, spesso mescolato a sgombri e alici.
Nella classificazione scientifica delle specie in base al rapporto con le strutture artificiali sui fondali, il suro rientra tra le specie PA (Parzialmente Attratta) — come la palamita, ma per un motivo diverso: non insegue prede tra le maglie della struttura, la usa come punto di riferimento visivo per orientarsi e aggregarsi in banchi (un comportamento che gli scienziati chiamano "tigmotattismo visivo"). Le barriere artificiali più efficaci per attirarlo si elevano infatti per 20-35 metri dal fondo: un profilo verticale imponente che il suro, pesce dell'acqua libera, percepisce da lontano come una guglia sommersa — mai una tana in cui infilarsi, come fanno invece lo scorfano o il polpo.
Non a caso, tra i pescatori, si dice che il suro "guarda in su": non abita la roccia, la corteggia.
Da secoli il suro è tra le specie più pescate dai pescatori locali. La pesca con la lenza verticale a 14-16 ami presso la "Sicca" e le uscite notturne con la lampara, che attrae i banchi con la luce, erano una delle pratiche più diffuse lungo questo tratto di costa ionica.
Il suro non è mai lo stesso branco per due giorni di fila: si sposta tra le secche e le barriere anche a chilometri di distanza, in un nomadismo continuo che i pescatori conoscono bene — «Chi è nato pesce il mare l'aspetta», dicono, perché oggi il banco è qui e domani è già "di là dal Capo". Quando sotto la barca il mare comincia a "bollire come una pentola", i più esperti riconoscono l'arrivo di una passata: i sugheri della rete iniziano ad affondare proprio nel momento in cui il banco si raduna, attirato dall'ombra dello scafo.
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