Museo Diffuso del Mare

Un percorso naturalistico-educativo permanente sul Litorale Jonico Etneo di Riposto


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Il progetto

Il Museo Diffuso del Mare è un percorso naturalistico-educativo permanente che si sviluppa lungo il litorale jonico etneo di Riposto, tra il porto e il belvedere di Torre Archirafi.

Non è un museo nel senso tradizionale: non ha muri, non ha orari di ingresso, non ha biglietti. È il lungomare stesso a diventare museo — un luogo dove arte, scienza e memoria si incontrano all'aperto, accessibili a tutti, tutto l'anno.

Pannelli in ceramica artistica, lastre di pietra lavica o acciaio marino raccontano le specie ittiche del nostro mare: chi sono, dove vivono, come vengono pescate da secoli, cosa rappresentano per la tavola e per la cultura di questo territorio. Un QR code su ogni pannello apre una pagina digitale con foto, video dai fondali ionici e le voci dei pescatori locali.


Due percorsi, un solo mare

Il Museo Diffuso del Mare si racconta attraverso due itinerari paralleli, entrambi centrati sul rapporto tra Riposto e il mare.

Il percorso naturalistico (qui sotto) attraversa il litorale dal porto al belvedere di Torre Archirafi, alla scoperta di sei specie ittiche locali.

Il percorso storico, a cura di Giusy Bonaccorso, attraversa il centro antico dalla Chiesa della Lettera alla Chiesa del Carmine, costeggiando il porto, con quattro tappe dedicate alla storia di Riposto.

👉 Scopri il percorso storico —Riposto

A questo si affianca il contributo dell'arch. Santa Sorbello, già Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Catania, sul sistema difensivo costiero della Contea di Mascali/Riposto dal XII al XX secolo.

👉 Scopri il sistema difensivo costiero

Il territorio


Riposto e Torre Archirafi ('A Turri) sono da secoli legati al mare. Entrambi i luoghi — Torre Archirafi, fondato nel XIV secolo, e Riposto — conservano ancora oggi una comunità di pescatori che tramandano saperi e pratiche antiche. Questo patrimonio di saperi — dalla costruzione navale tradizionale alla toponomastica legata ai miti di Aci e Galatea — è oggi documentato e tutelato dal REIMAR, il Registro delle Identità della Pesca Mediterranea e dei Borghi Marinari: il Museo Diffuso del Mare si inserisce in questo più ampio lavoro di censimento e valorizzazione della cultura marinara ionico-etnea.

Il porto di Riposto, tra Otto e Novecento, non era soltanto un approdo di pescatori: ospitava cantieri navali attivi, armatori e compagnie di navigazione che collegavano la costa jonica ad altri porti del Mediterraneo. Un capitolo importante di questa storia commerciale è legato al vino: il territorio etneo, ricco di vigneti fino alle pendici del vulcano, esportava il proprio vino proprio attraverso lo scalo di Riposto, imbarcato in botti costruite dai mastri bottai locali — un mestiere artigiano oggi scomparso ma ancora vivo nella memoria del porto. 👉 Scopri gli imprenditori — vino, botti e distillerie